
Dopo il disastro di Viareggio
“Rilanciamo la petizione per Dante De Angelis”
di Marco Bazzoni (*)

di Marco Bazzoni (*)


Questo mentre la crisi sociale si aggrava e le ingiustizie distributive crescono vertiginosamente, come dimostrano anche gli ultimi dati sugli stipendi dei grandi manager. E’ chiaro che a questo punto il conflitto sociale che si prepara e che sarà inevitabile, vedrà il più delle volte la Cisl non nel campo della lotta, ma sul banco degli accusati, per la complicità praticata con governo e Confindustria.
Per la Cgil questo significa inevitabilmente la definitiva conclusione di una fase di rapporti unitari e la necessità di trovare un'altra strada, sia nel rapporto con le lavoratrici e i lavoratori, sia in quello con gli altri sindacati.
Giorgio Cremaschi
Roma, 2 luglio 2009
fonte:RETE 28 APRILE

Pubblichiamo in allegato il testo del decreto (inter) ministeriale (Lavoro ed Economia) che la Corte dei Conti ha visionato, ed è in attesa di pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Come sapete, la CGIL ha deciso a suo tempo di focalizzare su queste disposizioni, che rendono operative quelle contenute nell’articolo 19 della legge 2/09, le eccezioni di costituzionalità riferite essenzialmente a due aspetti:
- Il rovesciamento della gerarchia tra provvidenze pubbliche e sostegni di fonte pattizia prevista dall’art.38 Cost.;
- La ferita riguardo alla libertà sindacale (art. 39 Cost.), per il vincolo che si pone alle scelte delle parti in materia di destinazione delle risorse degli enti bilaterali.
Condurremo ora un esame delle diverse disposizioni, in attesa che il collegio di legali, che è in via di costituzione, produca i necessari materiali per il ricorso, che sarà della CGIL, a sostegno delle ragioni di cui sopra, ma che dovrà anche essere preparato per tutelare i singoli lavoratori cui, adeguandosi alle disposizioni che qui si commentano, l’Inps dovesse negare l’accesso alle indennità di disoccupazione.
Premesse: nei vari richiami che si fanno, sono tre quelli degni di nota:

| Sicurezza sul lavoro Il contesto Oggi la parola sicurezza è un termine ricorrente, soprattutto con riferimento a infortuni sul luogo di lavoro. I dati INAIL sottolineano un’incidenza del fenomeno importante: sono state oltre 1.200 le morti bianche e circa 900.000 gli infortuni su base annua, di cui oltre 600.000 per contusioni, fratture, lussazioni e perdita anatomica, verificatisi in Italia nel 2007. Ciò vuol dire che nel nostro Paese ogni giorno sono 3 le persone vittime di incidenti mortali sul luogo di lavoro e circa 2.500 quelle che rimagono ferite e infortunate. Le campagne di sensibilizzazione hanno portato ad una maggiore presa di coscienza della gravità del problema e ad una riduzione del numero degli infortuni di circa il 2% annuo. La Commissione per la sicurezza sul lavoro per i paesi UE ha, infatti, stabilito per il quinquennio 2007-2012 un obiettivo annuo di riduzione pari al 5%. Per raggiungerlo, nel recente Testo Unico sulla Sicurezza si promuove, oltre alle campagne di sensibilizzazione e formazione, l’utilizzo di tecnologie innovative a sostegno della sicurezza sul lavoro. In questo scenario Unione Industriale di Torino, INAIL Piemonte, CGIL, CISL e UIL hanno creato un Osservatorio sulla sicurezza sul lavoro all’interno del quale, nel novembre 2008, è stato siglato uno dei primi protocolli d’intesa nazionali finalizzato a sperimentare nuove tecnologiche nell’ambito della sicurezza sul lavoro. CSC, leader mondiale nella fornitura di servizi e soluzioni IT innovativi, in collaborazione con Motivegeeks, azienda specializzata in soluzioni per la sicurezza, è stata incaricata di realizzare i due progetti pilota previsti dal protocollo: un "microchip personale di primo soccorso" ed un sistema di monitoraggio delle dotazioni di sicurezza individuali, "DPI Reminder" Come incentivo alle imprese, l’INAIL sta valutando la possibilità di modificare la percentuale dei premi assicurativi, non solo sulla base della rischiosità del settore industriale e dell’andamento storico degli incidenti accaduti in azienda, ma anche sulla base di un utilizzo preventivo della tecnologia a supporto della sicurezza.
DPI Reminder Il progetto è finalizzato alla prevenzione di incidenti causati dal non rispetto delle normative inerenti ai Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). E’ basato sull’individuazione ed il controllo in radiofrequenza (RFID) dei dispositivi stessi e permette di verificarne la presenza o la mancanza nelle aree dove essi sono obbligatori. Su tutte le dotazioni di sicurezza, infatti, viene applicata un’etichetta RFID associata, attraverso un codice, alle diverse tipologia di dotazione:caschi, occhiali, calzature, etc. Quando il lavoratore accede ad un’area a rischio, senza indossare tutte le dotazioni previste, il sistema provvede ad inviare un segnale di allarme acustico ed a visualizzare su uno schermo le dotazioni mancanti. In tal modo, il lavoratore è avvisato in tempo reale della mancanza di una o più dotazioni di sicurezza e può provvedere ad indossarle. Il controllo dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale avviene in maniera anonima, a tutela di tutte le normative di data privacy. La flessibilità del sistema permette di gestire più aree dell’azienda, associando a ciascuna di esse i corrispondenti dispositivi minimi di sicurezza da indossare. In unione con il microchip personale di primo soccorso sarà possibile attivare dei sistemi di apertura delle aree a rischio, tramite l’impiego di speciali serrature. Il sistema ha, dunque, l’obiettivo di prevenire e ridurre sia la percentuale d’invalidità, che i rischi d’insorgenza di malattie professionali, come quelle dell’apparato respiratorio o uditivo, che si manifestano a distanza di anni e che spesso sono causa di morte o danni permanenti. In futuro, è prevista anche la possibilità di bloccare, automaticamente, qualora il lavoratore non indossi i DPI richiesti, i macchinari presenti nella relativa area di lavoro. Microchip di primo soccorso Il progetto è basato sulla soluzione di Smart Microchip ChiPilots®™. Si tratta di un microchip personale di primo soccorso, indossato al collo o al polso da tutti i lavoratori, all’interno del quale sono contenute le informazioni personali, sanitarie e relative al rischio ambientale utili ad effettuare un intervento di primo soccorso medicopiù efficace. La soluzione ha l’obiettivo di ridurre gli effetti post-incidente dovuti ad un efficace e puntuale primo soccorso medico. I benefici derivanti dall’utilizzo di tale tecnologia riguardano sia l‘ottimizzazione della cura e la conseguente riduzione degli errori dovuti ad una non perfetta conoscenza delle informazioni sul paziente e sul proprio ambiente di lavoro, sia la riduzione dell’eventuale tempo di degenza in ospedale. Questo implica un’eventuale diminuzione del costo sociale della cura post-incidente, una riduzione dei livelli di invalidità ed un più rapido reinserimento del lavoratore.
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