sabato 28 marzo 2009

QUANDO COMBATTONO GLI ELEFANTI di S.Amendola






27/03/09 Morti e licenziamenti svelati dai ferrovieri in un documentario
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venerdì 27 marzo 2009

Morti e licenziamenti svelati dai ferrovieri in un documentario:«Quando combattono gli elefanti »


Oggi a Bologna l’anteprima di «Quando combattono gli elefanti »,film-documentario sulla lotta dei macchinisti per la sicurezza.
Le storie di Dante De Angelis, l’incidente di Crevalcore in un atto di accusa contro le Fs.
MASSIMO FRANCHI Unita.it

Contro un destino che sembra «scritto » un’intera categoria lotta nell’indifferenza quasi generale. «I macchinisti fanno notizia solo quando muoiono» o quando vengono licenziati.
Oramai viene impedito loro perfino di scioperare. Sono sempre di meno, ma non si arrendono. Nel conoscerli, la prima reazione è quasi semprequesta: «Non pensavo che ci fossero ancora persone con questa coerenza ».
È lo stesso stupore che ha avuto Simone Amendola, giovane regista del film-documentario Quando combattono gli elefanti.
Un titolo che trae in inganno: i macchinisti non sono gli elefanti, ma «i fili d’erba » citati in un proverbio africano, «schiacciati sotto il peso di Stato e azienda (gli elefanti) che si spalleggiano le responsabilità». «La loro lotta può sembrare anti-storica, ma solo da persone come loro si può ancora sperare che il futuro sia diverso e migliore», spiega Amendola.

A poche ore dal viaggio «spot» di Berlusconi sul Frecciarossa assieme al fido amministratore delegato Fs Mauro Moretti, in questo caso il treno diventa lo strumento per tutt’altro racconto. Un documentario per mostrare la battaglia giornaliera per la sicurezza propria e dei viaggiatori.

segue su fonte unita.it 

norme applicative accordo separato




26.03.09 – Le norme applicative dell’accordo separato che vogliono uccidere la libertà di contrattazione e il contratto nazionale







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Giovedì 26 Marzo 2009 16:14
Pubblichiamo il testo integrale della proposta conclusiva presentata dalla Confindustria il 16 marzo a Cgil, Cisl e Uil con la quale si definiscono le norme applicative per l’accordo separato del 22 gennaio sulla riforma della contrattazione. 
Tali norme aggravano e rendono ancora più vincolanti gli aspetti negativi di quell’accordo e cioè:
-    la riduzione del salario del contratto nazionale; 
-    la centralizzazione confederale di tutta la contrattazione; 
-    le deroghe al contratto nazionale; 
-    la totale flessibilità del salario a livello aziendale; 
-    un sistema di conciliazione che limita profondamente le libertà di contrattazione nei luoghi di lavoro;
-    la centralità degli Enti Bilaterali in sostituzione della contrattazione e della legge. 
(scarica il documento)
fonte :rete 28 aprile
 

Sicurezza Sul Lavoro?







«UNA DEREGULATION VERGOGNOSA E PREVISTA»

Una vergognosa marcia indietro, per altro preannunciata». Così il senatore del Pd Felice Casson, che da magistrato a Venezia si è occupato parecchio di insicurezza nei luoghi di lavoro, bolla le «correzioni» apportate dal ministro del welfare Maurizio Sacconi al Testo unico.
In che senso preannunciata?
Quando nella passata legislatura abbiamo discusso del Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ricordo bene le vivaci proteste del senatore Sacconi su un provvedimento che fu approvato quasi all'unanimità. Appena tornato a Palazzo Chigi, e ancor prima che scoppiasse la crisi economica, il governo di destra ha mandato a Confindustria chiari segnali di deregulation. Ora Sacconi da ministro passa ai fatti.
Il succo delle «correzioni» è un alleggerimento delle sanzioni e dei controlli.
E davvero gli unici a sentire la necessità di questo alleggerimento sono Confindustria e le associazioni padronali. E' il caso di ricordare che in molti, e io ero tra quelli, segnalarono che il Testo unico era fin troppo leggero in materia di sanzioni e di controlli. Quel testo fu in massimo compromesso possibile alle condizioni date. Confindustria strillava, ma sapeva benissimo che nessun padrone sarebbe finito in galera. Ancora una volta, tutto sarebbe finito in prescrizione o in sanzioni monetarie. Insomma, non sone cose drammatiche quelle previste dal Testo unico. Eppure a Confindustria non va bene neppure quello. Non si accontentano di vincere, vogliono stravincere.
Il ministro Sacconi paragona le «sue» sanzioni non a quelle previste dal Testo unico ma a quelle contemplate dalla legge 626. Quest'ultima entrò in vigore nel 1994. Da allora a oggi, argomenta Sacconi, l'inflazione è cresciuta del 36%, io ho aumentato le sanzioni del 50%. Dunque, sono bravo.
Più che un argomentazione questo è un trucco, che tradisce una mentalità assai bizzarra. Il confronto va fatto con la legge attualmente in vigore, cioè il Testo unico che mette ordine nelle norme precedenti e le supera. Avanti di questo passo, la destra si metterà a fare i confronti con le leggi dell'Ottocento.
L'allora ministro del lavoro Damiano, pur in mezzo a gravi difficoltà finanziarie, era riuscito ad aumentare il numero dei controlli e delle ispezioni. Sacconi, sempre lui, ha disposto che dimunuiscano del 19%. Quel che importa, dice, non è la quantità ma la qualità.
Questa è una presa in giro bella e buona dei lavoratori e dei sindacati. C'è bisogno sia di qualità che di quantità. Quando un imprenditore sa di rischiare un controllo ogni 20/30 anni è ovvio che se ne infischia di rispettare le leggi. Se i controlli scemano, evapora anche il già labile effetto deterrente.
Per sospendere le attività in una fabbrica o in un cantiere si passa dalla «reiterazione» di una violazione alla «plurima violazione». Cosa significa?
Mi piacerebbe tanto saperlo. A naso, si può intuire che se prima si chiudeva un cantiere che risultava inadempiente alla seconda ispezione, adesso bisognerà aspettare la terza.
Il Testo unico, secondo Sacconi, peccherebbe ancora d'eccesso di regole, formalismi, burocrazia. Le sue «correzioni» privilegerebbero gli obiettivi.
Questa è una mezza verità che Sacconi trasforma in una fandonia. E' vero che il lavoro di sintesi e razionalizzazione delle norme preesistenti è perfettibile. Ma con la scusa dei formalismi Sacconi vuole intaccare la sostanza del Testo unico.
Anche da senatore lei si è occupato con assiduità delle vittime dell'aminato. A che punto siamo?
Siamo sempre in alto mare. L'ultima finanziaria del governo Prodi aveva stanziato 30 milioni di euro per un fondo a favore delle vittime. Per sbloccare la somma il ministro del welfare doveva emanare entro 90 giorni un regolamento. Non l'ha ancora fatto e si chiama Sacconi.

Manuela Cartosio

28/03/2009 |  Manifesto |  Sicurezza Sul Lavoro

venerdì 27 marzo 2009

TESTO DEL DECRETO "CORRETTIVO" APPROVATO OGGI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI





27/03/09 IL TESTO DEL DECRETO "CORRETTIVO" APPROVATO OGGI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI.


Nota. Pubblichiamo la versione del decreto "correttivo" del d.lgs81/2008 approvato stamane dal Consiglio dei Ministri. Il documento richiede un'analisi approfondita comma per comma perchè, a prima vista, ci pare che  siano molte le "trappole"  disseminate in quasi tutti gli articoli.

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI: INTEGRATIVE E CORRETTIVE AL DECRETO LEGISLATIVO 2008 N.81 RECANTE: ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO DELLA LEGGE 3 AGOSTO 2007, N.123, IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL TESTO
FONTE :DIARIO DI PREVENZIONE

TUTTI E TUTTE A ROMA IL 4 APRILE








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assemblea nazionale dei delegati Filcem-Cgil


scarica la locandina


Martedì 31 merzo a Reggio Emilia si apre l'assemblea nazionale dei delegati della Filcem-Cgil del settore manifatturiero.

L'appuntamento per tutti è presso il Centro internazionale "Malaguzzi" (dalle ore 15,00) in Viale Bligny,1.
Partecipano, tra gli altri, il presidende della Regione Emilia Romagna Vasco Errani e il segretario generale della Cgil Emilia Romagna, Danilo Barbi. Concluderà i lavori Susanna Camusso, segretario confederale Cgil.
La crisi del settore manifatturiero del nostro paese è di fronte agli occhi di tutti: e lo confermano l'ulteriore calo della produzione nell'ultimo trimestre del 2008: vetro (-18,2%), materie plastiche (-14%), ceramiche (-11,2%), gomma (-28,8%), concia (tra il 15 e il 40% addirittura). Un vero e proprio bollettino di guerra. Lo "tsunami" occupazionale è arrivato anche in questi importanti settori del made in italy, cassa integrazione alle stelle, produzione ed esportazioni in calo, previsioni non certo idilliache per l'anno in corso.
Sono queste - in estrema sintesi - le motivazioni per le quali la Filcem-Cgil intende confrontare a Reggio Emilia le proprie proposte con le istituzioni nazionali e locali, i ministeri interessati (in primo luogo quello dello Sviluppo Economico), le forze politiche, sociali e imprenditoriali.

comunicato : MANIFESTAZIONE DEL 4 APRILE


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CGIL: SALARI FERMI AL '93, EROSI 6.738 EURO A TESTA


I salari netti sono fermi al 1993, mentre il fisco in 15 anni si è 'mangiato' guadagni di produttività per 6.738 euro per lavoratore. Viceversa, lo Stato ha beneficiato di 112 miliardi di euro tra maggiore pressione fiscale e fiscal drag. E' quanto contenuto nel IV Rapporto dell'Ires-Cgil presentato oggi alla stampa, su salari, produttività e distribuzione dei redditi.

Secondo la Cgil, se fosse stato applicato l'accordo separato sugli aspetti contrattuali del 22 gennaio scorso, dal 1993 al 2008, in aggiunta alla perdita fiscale i lavoratori avrebbero perso altri 6.587 euro di potere d'acquisto. La proposta del sindacato guidato da Guglielmo Epifani rivolta al governo è che vengano erogati 100 euro medi di aumento mensile in busta paga, aumentando le detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti, pensionati e collaboratori. Ciò, dice la Cgil, dovrà avvenire da gennaio 2010 e dunque dovrà essere previsto nella prossima manovra economica. Sempre secondo i dati diffusi dall'istituto di ricerca della Cgil, dal 1995 al 2006 i profitti netti delle maggiori imprese industriali sono cresciuti di circa il 75% a fronte di un aumento delle retribuzioni di solo il 5%.

E ancora: in base alle dichiarazioni dei redditi presso i Caf Cgil, si ha che circa 13,6 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1.300 euro netti al mese. Circa 6,9 milioni meno di 1.000, di cui oltre il 60% sono donne. Oltre 7,5 milioni dei pensionati prende meno di 1.000 euro netti mensili. Il reddito disponibile famigliare fra il 2000-2008 registra una perdita di circa 1.599 euro nelle famiglie di operai e 1.681 euro nelle famiglie con 'capo famiglia' impiegato a fronte di un guadagno di 9.143 euro per professionisti e imprenditori. Riguardo alla cassa integrazione, un lavoratore a 'zero ore' per un mese vede il suo stipendio abbassarsi dai 1.320 euro netti in busta paga ad appena 762 euro; una lavoratrice in Cig, sempre a zero ore, con uno stipendio mensile di 1.100 euro netti passerà a 634 euro netti. Dall'analisi dei dati Istat - sempre secondo la Cgil - emerge come le retribuzioni di fatto dal 2002 al 2008 abbiamo accumulato una perdita del potere di acquisto pari a 2.467 euro, di cui circa 1.182 di mancata restituzione del drenaggio fiscale.

CGIL PROPOSTE PER SUPERARE LA CRISI




















Le proposte della CGIL
Estendere l'indennità di disoccupazione ordinaria

La CGIL propone di estendere l'indennità di
disoccupazione, che attualmente "copre" il 26,6% dei disoccupati, ad una platea che include coloro i quali hanno versato contributi tra 17-51 settimane (stimabile al 35% del totale dei disoccupati.
La platea aggiuntiva di beneficiari dell'indennità è di 191 mila disoccupati, per una spesa aggiuntiva stimata di 663 milioni di euro.
Sostegno al reddito dei collaboratori

L'intervento coinvolgerebbe 171 mila collaboratori
(monocommittenti che hanno lavorato più di 3 mesi in corso d'anno e che da almeno 2 non versano contributi)
La nostra proposta , prevede -rispetto al bonus varato dal Governo - l'estensione ai redditi lordi annui compresi tra 1001 e 20 mila euro) per un importo pari al 40% dell'ultimo compenso annuale (3200 euro importo medio del bonus), si allarga così la platea a circa 95 mila collaboratori disoccupati in più, con una spesa aggiuntiva di circa 427 milioni di euro.

Ampliamento degli importi massimi mensili CIGO, CIGS e indennità di mobilità

Ampliando i limiti degli importi mensili che possono essere corrisposti di 200 euro. In particolare:
1. 
da 886,31 a 1.086,31 euro peri lavoratori in CIG con retribuzione lorda mensile inferiore a 1917,48 euro
2. 
da 1065,26 a 1.265,26 euro per i lavoratori in CIG con retribuzione lorda mensile superiore a 1917,48

Ipotizzando una distribuzione delle retribuzioni con il 70% sotto e 30% sopra i 1917,48 euro mensili, il costo aggiuntivo sarebbe di 678 milioni di euro

In base alle proposte della CGIL, che estendono le misure "straordinarie" di sostegno al reddito contro la crisi ad una platea più ampia dei potenziali aventi diritto, la spesa prevista è di:

1.768.milioni di euro

FONTE: filcem